Tecniche Lasik e PRK

La chirurgia refrattiva, tramite l’utilizzo di apparecchiature laser molto sofisticate ed oggi ampiamente sperimentate negli anni, permette la riduzione dei principali difetti di refrazione come la miopia, l’ipermetropia e gli astigmatismi, anche associati fra loro. I principali tipi di intervento chirurgico sono quelli eseguiti con i laser ad eccimeri e/o femtosecond laser, ma sono anche disponibili altre tipologie di intervento che impiantano lenti intraoculari con o senza l’asportazione del cristallino naturale. Quindi PRK, LASIK, FEMTOLASIK; LASIK EXTRA, IOL FACHICHE e molti altri sistemi, permettono queste correzioni.

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Chirurgia Refrattiva: PRK

La PRK, o cheratectomia fotorefrattiva, è un intervento che consente di modificare permanentemente la forma della cornea, per ridurre o eliminare la miopia, l’ipermetropia o l’astigmatismo. La procedura è simile alla chirurgia LASIK (LASer-assisted In situ Keratomileusis), in quanto comporta l’uso di un laser ad eccimeri.

La tecnica LASIK (cheratomileusi laser assistita in situ)

La LASIK oggi rappresenta nel modo oltre il 75% delle procedure, è una tecnica mista, che comporta la creazione meccanica di un lembo di tessuto corneale, mediante un microcheratomo o un laser a femtosecondi.

Questo lembo viene sollevato per esporre lo strato di cornea sottostante, che viene successivamente trattato con laser ad eccimeri (produce impulsi di luce nella regione dell’ultravioletto). Al termine dell’intervento, il lembo corneale viene riposizionato in sede, dove si risalda spontaneamente, durante il processo di guarigione.

Ciò massimizza sia il comfort post operatorio (non c’è dolore), sia la velocità del recupero visivo che è rapidissimo. Inoltre la cicatrice si formerà in una zona protetta dagli ultravioletti della luce solare, che è situata tra il lembo e la parte trattata. Ciò fa si che questa cicatrice sia sempre perfettamente trasparente.

Nei casi in cui la cornea abbia uno spessore di partenza molto sottile, si può aggiungere una tecnica di irrobustimento della struttura corneale. Questa tecnica si chiama Corneal Cross Linking ed è stata introdotta inizialmente per trattare delle degenerazioni corneali come il cheratocono.

Adesso però , dimostratasi molto affidabile e sicura, viene utilizzata come tecnica aggiuntiva alla LASIK per eseguire la LASIK EXTRA. In tutto si aggiungono pochi minuti alla procedura LASIK standard, ma in cambio ci si assicura una maggiore robustezza finale.

LASIK EXTRA

Consiste nell’istillare delle gocce di una sostanza particolare durante la procedura LASIK e nell’irraggiarla con un laser speciale per pochi minuti. L’intera procedura su due occhi non supera i dieci minuti in totale.

PRK (cheratectomia fotorefrattiva)

La PRK è stata la prima procedura ad utilizzare il laser ad eccimeri per trattare gli errori di refrazione, ed ancora oggi rappresenta un approccio molto utilizzato. Produce un cambiamento della superficie anteriore della cornea che viene calcolato in maniera apposita per permettere di focalizzare meglio le immagini sulla retina. Il profilo finale ottenuto cambia, ovviamente, da difetto a difetto. Essendo più piatto nella correzione della miopia o più curvo nella correzione dell’ipermetropia.

Durante la cheratectomia fotorefrattiva (PRK), il laser rimuove per ablazione (cioè mediante vaporizzazione) minuscoli frammenti di tessuto dallo stroma corneale, nella parte anteriore dell’occhio.

A differenza della tecnica LASIK, il chirurgo non realizza un lembo di tessuto per poi sollevarlo, ma applica il laser direttamente sulla superficie anteriore dell’occhio, per ottenere l’effetto desiderato. La PRK è più adatta ai pazienti con cornee sottili o che presentano particolari anomalie corneali, dove si preferisce non usare un microcheratomo o un femtosecond laser.

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LASEK

La cheratomileusi laser epiteliale (LASEK, LASer Epithelial Keratomileusis) è una procedura simile alla PRK, ma che comporta l’uso di alcool per rimuovere e spostare l’epitelio corneale. Un laser viene poi utilizzato per modificare la forma della cornea. Dopo alcuni giorni, lo strato superficiale di cellule alcolizzate ricresce naturalmente.

E’ una tecnica che ha avuto uno sporadico e brevissimo periodo di applicazione ed è stata praticamente abbandonata.

PRK: procedura

Valutazione preliminare

Prima dall’intervento di chirurgia refrattiva è necessario sottoporsi ad un attento riesame delle condizioni di salute generale e degli occhi. La superficie anteriore degli occhi e la sua condizione e forma vengono mappate con uno strumento chiamato topografo corneale, mentre lo spessore della cornea viene misurato con un pachimetro. Oggi usiamo uno strumento laser che fa entrambe queste rilevazioni con una altissima precisione, il PENTACAM HR, vero standard di riferimento per queste valutazioni. Tra l’altro permette anche una valutazione comparativa nel tempo, particolarmente utile sia per valutare il decorso post operatorio, ma anche per valutare le condizioni preoperatorie sospette.

Prima della PRK

Nei giorni prima dell’intervento viene prescritta una terapia preventiva di tipo antibiotico, tramite l’instillazione in entrambi gli occhi di gocce di collirio antibiotico, per tre giorni, ciìon l’intento di eliminare od abbattere il più possibile la eventuale carica batterica esistente.
L’antibiotico topico consente di prevenire con maggiore sicurezza le possibilità di infezione.
Il giorno dell’intervento, al tavolo operatorio e sotto l’apparecchiatura laser, mentre un anestetico rende insensibile la superficie corneale, viene delicatamente apposto tra le palpebre uno speculum per impedire al soggetto di ammiccare, dopodiché il paziente viene invitato a fissare una luce di riferimento, un diodo verde che lampeggia. Ciò massimizza la centratura del trattamento laser che, comunque è garantita anche da un importantissimo dispositivo che si chiama EYE TRACKER che segue anche i più piccoli e rapidi movimenti oculare, garantendo che la radiazione LASER venga sempre rilasciata nel punto corretto.

PRK TRANSEPITELIALE

Prima dell’ablazione, il chirurgo era solito rimuovere un sottile strato del tessuto più esterno che ricopre la cornea (epitelio corneale), mentre con la tecnica più moderna attualmente a nostra disposizione questa procedura viene eseguita direttamente dallo stesso laser.
Dopo il rimodellamento chirurgico della cornea, tale epitelio si rigenera completamente entro 3-5 giorni e , nel frattempo, la cornea viene protetta con una lente a contatto parti-colare, che viene asportata solo a guarigione epiteliale raggiunta.

Durante l’intervento

Per correggere miopia, ipermetropia e/o astigmatismo, il chirurgo utilizzerà un laser ad eccimeri, programmato in base a calcoli effettuati dopo la visita oculistica preliminare. La chirurgia laser offre, quindi, la possibilità di correggere in modo esatto il difetto di rifrazione, inviando fasci di luce, che durano solo pochi miliardesimi di secondo, in coordinate pre-stabilite sulla cornea. La tecnica utilizza anche un sistema di monitoraggio, che traccia la posizione dell’occhio del paziente da 60 a 4000 volte al secondo e consente di seguire effettivamente i movimenti oculari, reindirizzando con precisione gli impulsi (EYE TRACKER). Infatti gli strumenti laser più moderni centrano automaticamente l’asse visivo del paziente, quindi sospendono l’ablazione se l’occhio si muove eccessivamente e riprendono quando è nuovamente in posizione. La procedura richiede circa 5-10 minuti, ma può variare a seconda della complessità della correzione necessaria. La maggior parte delle persone non percepisce dolore durante la PRK, ma il paziente può avvertire una leggera pressione intorno agli occhi.

Recupero

Quando l’intervento è terminato, il medico può instillare del collirio, per dare al paziente un maggior comfort e protezione agli occhi. Inoltre, può essere posizionata una speciale lente a contatto morbida, per agevolare la prima fase di guarigione, che dovrebbe avvenire entro i primi 3-4 giorni dopo la PRK. Durante questo periodo, il paziente può avvertire irritazione, sensazione di un corpo estraneo nell’occhio, sensibilità alla luce e, in alcuni casi, dolore. Il processo di guarigione prosegue per mesi dopo l’intervento chirurgico, ma il disagio tende a diminuire progressivamente entro alcuni giorni e il paziente può riscontrare un notevole miglioramento nella vista. La PRK viene normalmente eseguita su entrambi gli occhi nello stesso giorno, ma, in casi che lo richiedano, può essere eseguita su un occhio per volta. Le attività che richiedono una buona visione binoculare potrebbero essere sospese durante il recupero post-operatorio tra gli interventi e durante periodi di guarigione particolarmente prolungati.
Prescrizioni e farmaci. Per agevolare il recupero post-operatorio, è necessario prestare particolare attenzione alle istruzioni dettagliate del medico. L’oculista personalizza il regime terapeutico in base alle esigenze individuali post-operatorie, ma sono prescritti, in genere, un collirio antinfiammatorio ed un antibiotico topico. Le lacrime artificiali possono essere necessarie per limitare gli effetti della secchezza oculare, fino ad un anno dopo la procedura o nel lungo termine.

La PRK è una procedura meno utilizzata rispetto alla tecnica LASIK, ma è ancora applicata quando quest’ultima non rappresenta la scelta migliore.

Differenza tra LASIK e PRK

Entrambe le procedure utilizzano un laser ad eccimeri per rimodellare la cornea e correggere i difetti di rifrazione. Durante la PRK, il laser viene utilizzato per rimodellare la cornea agendo direttamente sopra la sua superficie, mentre nella tecnica LASIK, viene applicato dopo la creazione ed il sollevamento di un lembo di tessuto corneale. La chirurgia LASIK è la procedura più popolare, in genere utilizzata per difetti visivi medi ed elevati, ma valida anche nelle forme lievi; ad ogni modo, è importante seguire la guida e il giudizio del chirurgo per determinare l’intervento che potenzialmente consente di ottenere risultati migliori.

La seguente tabella espone le principali differenze tra la chirurgia oculare PRK e LASIK:

PRK LASIK
Dolore intra-operatorio Nessuno Nessuno
Dolore post-operatorio Variabile (da minimo a significativo) Assente
Approvato per difetti fino a: Miopia Ipermetropia Astigmatismo (Nota bene: sempre in relazione allo spessore di partenza)  -9.00 +5.00 -4.00 -10.00 +7.00 -7.00
Esecuzione su cornee sottili No (Si LASIK EXTRA con lembo ultrasottile)
Esecuzione su cornee appiattite No
Esecuzione su occhi infossati No
Esecuzione in caso di distrofia dell’epitelio corneale No
Guarigione della cornea Resistenza alla trazione stabile Ridotta resistenza alla trazione
Rischio con sport di contatto No
Danni per aumento della pressione intraoculare No No
Distacco retinico indotto No No
Secchezza oculare post-operatoria Occasionale Occasionale
Recupero dell’acuità visiva Più lento Molto veloce
Risultati nel lungo termine Prevedibili Prevedibili
Tassi relativi a possibili complicanze 1-5% Minore della PRK
Follow-up Fino a circa 20 anni Fino a circa 20 anni

Risultati a lungo termine della PRK

Lo scopo della chirurgia refrattiva è quello di ridurre al minimo o eliminare la necessità del paziente di indossare occhiali o lenti a contatto. PRK e LASIK consentono di ottenere risultati simili. La maggior parte delle persone può raggiungere i 20/20 dopo l’intervento di cheratectomia fotorefrattiva (PRK), e quasi tutti i pazienti migliorano la loro acuità visiva. Tuttavia, la prevedibilità della correzione del difetto visivo non è una garanzia assoluta: il miglioramento, che è possibile ottenere dopo la guarigione, non è quantificabile, in particolare per i casi di grave miopia. L’esito della PKR dipende da quanto bene gli occhi guariscono. Dopo la procedura, alcuni pazienti potrebbero ancora avere bisogno di ricorrere ad occhiali o lenti a contatto, ma la prescrizione per correggere il difetto di rifrazione residuo può essere notevolmente inferiore.

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